martedì, 15 luglio 2008
Sto seguendo, come molti italiani, con dolorosa attenzione, il caso di Eluana Englaro.
Non credo sia assolutamente giusto interrompere l'alimentazione e l'idratazione che la tengono in vita. Se ho difeso a spada tratta, spigandone le ragioni nel mio libro"Io, il dottor Morte...", il diritto di Piergiorgio Welby a rinunciare al respiratore che lo teneva in vita, oggi, per quel poco che posso, difendo il diritto di Eluana a vivere.
Si tratta di situazioni molto differenti. Anche per noi Medici: il caso Welby riconduceva al complesso, ma legiferato e chiarissimo, problema del consenso informato.
Oggi, con Eluana, si vuole spingere l'acceleratore della scienza medica ai confini di una sorta di legge naturale che sostituisca il testamento biologico.
Non è così.
E' chiaro che una legge sul testamento biologico, o meglio sulle indicazioni anticipate di fine vita, per quanto difficile da scrivere, si rende urgente e doverosa. Ma sopprimere una vita come se questo aspetto fosse già normato, quello no.
No mi sento, come fanno alcuni di definire assassini coloro che chiedono o che intendono predisporre gli atti che conducano a morte Eluana. Ma definire questo una arbitrio medico e deontologico, quello sì.
Dott. Roberto Santi
postato da: robisanti alle ore 21:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:
sabato, 12 luglio 2008

E' questo il titolo che mi viene in mente leggendo le reazioni del Centro Sinistra e, in particolare dell'IDV sul cosiddetto "Lodo Alfano", la legge approvata dal Parlamento che garantisce l'immunità passata, presente e futura alle quattro più alte cariche dello Stato.

"Vi confesso che oggi mi sembrava di essere su un altro pianeta. Tutti i titoli dei giornali in prima pagina erano dedicati all’immunità di Silvio Berlusconi, mentre il Paese si trova di fronte ad una crisi economica e sociale... " sintetizza nella email inviata agli italiano l'On. Antonio Di Pietro.

Io, invece, vi confesso che oggi non capisco chi si straccia le vesti. In realtà, l'Italia è un Paese dove da decenni vige un "Lodo Malcostume": una legge mai scritta che garantisce l'immunità alle più alte, alle un po' meno alte, alle intermedie, alle medie, alle quasi basse, alle basse, alle amicali, alle erotiche... CARICHE DELLO STATO (Parlamentari, Presidenti e Assessori di Regioni e Consiglieri, Sindaci e Assessori e Consiglieri dei vari comuni, Direttori delle ASL e dirigenti, capi sindacali di tutti i livelli...).

Il tutto è garantito da un accordo tacito, ma efficacissimo, tra i quattro poteri dello Stato, assolutamente non separati, come avviene, invece, negli Stati di diritto.

Insomma questo Paese non ha mai, ma veramente mai, avuti una "legge uguale per tutti". E' chiaro che il nostro è un Paese a dir poco strano dove chi delinque, salvo che non sia un disperato, o povero, la fa comunque franca. Tanto che abbiamo coniato il neologismo "furbo" per definire proprio chi non rispetta le regole e la fa franca. E' un concetto entrato ormai a far parte della nostra cultura. Poi magari facciamo finta di credere che sia sufficiente prendere le impronte digitali ai piccoli Rom per garantire la sicurezza.

Ma quanto costa agli Italiani il Malcostume? Nessuno ha mai provato a calcolarlo. I media rifuggono questo genere di analisi. Meglio far credere che "i reati che generano allarme nell'opinione pubblica" siano sempre altri. Anche se il danno che mi dà la consulenza, la tangente, lo spreco è infinitamente più grande di quello che mi può dare il tossicodipendente che mi ruba l'autoradio o mi sfila il portafoglio.

Ogni anno il Malcostume  mi sfila dalle tasche (anzi mi trattiene direttamente dallo stipendio) cifre enormi, un bel po' di portafogli all'anno, che vanno ad alimentare la corruzione e una politica sempre più esosa ed egoista.

On. Di Pietro: il problema vero è questo. In un Paese dove che chi rompe non paga mai, perchè proprio il Presidente del Consiglio dovrebbe "farsi processare" (come gli suggerisce l'On.D'Alema)? Andiamo. La "rivoluzione" che occorre al Paese è una rivoluzione culturale: ridare agli Italiana la convenienza di essere onesti, il piacere della legalità.

Far casino per qualche voto in più, ma non far niente perché la legge sia rispettata e chi infrange le regole paghi significa prendere in giro il Paese. Non è credibile far la faccia feroce a Roma e sporfondare nel silenzio a Genova.

postato da: robisanti alle ore 22:19 | Permalink | commenti
categoria: