sabato, 22 novembre 2008
Ciao! Ripenso alle cose di oggi  e il primo pensiero è che forse sarebbe stato meglio che non uscissi di casa: un dente che si stacca dal perno e un imbelinamento per terra con una bella botta al ginocchio e alle coste, direi, potevano anche bastare. Erano sufficienti, credo, per ricordarmi ancora la mia sfiga personale.
Ritornando a cose più serie, tutto si collega ora nella mia mente. Anche a quello che hai scritto su tuo blog e riferito al "meglio rimanere tonti".
Purtroppo la società, cioè noi, e questo è la cosa triste, vuole un mondo di giovani rincoglioniti e futuri non pensanti e bocche chiuse. E io mi domando sempre di più dove sono i valori di noi
genitori che accettiamo passivamente tutto questo. Perchè forse ci sta bene così: che un bambino di 6 anni giochi come uno di 13 e che non sappia più sporcarsi
ma solo conoscere 7 lingue e primeggi in 20 sport e intanto impari anche a metterla nel culo agli altri bimbi perchè così vivrà meglio.
Mi rendo conto ora che ho scritto "noi genitori", anche se io, genitore, non mi ci sento dentro. Ma a livello  cosciente non posso non sentirmi responsabile di fronte ai genitori che frequento negli ambienti sportivi, nei gruppi di agregazione.
E dico questo perchè penso che per avere una sanità migliore e altre cose migliori non si possa non passare per questa strada. E' vero che insegnando al piccolo si insegna al grande e che loro assorbono da noi certezze ed incertezze, paure e valori e tantissime altre cose , ma è vero anche che noi dobbiamo aprire gli occhi e imparare quello che i bambini ci possono insegnare ... Anni fa lavoravo in un posto per disabili. Lì la semplicità e l'amore per la vita reale e non pietistico mi hanno insegnato molte cose.
Per esempio vedere facce gioire perchè il sole è bello, cosa che fuori di lì sembra un eresia dire.
Dire ora ad un bimbo che il mondo è bello e che va rispettato sembra una cazzata romantica e tempo sprecato e rischi che ti ridano in faccia. Però credo che l'inizio sia lì.
Anni fa avevo letto un racconto del Verga che diceva che in un paese c'era un dittatore e la gente si ribellava e lo butava giù ma poi ne veniva un alro e così ancora fino a che la gente si era chiesta perchè non sapeva vivere senza un dittatore, perchè non avevano loro dentro una coscienza e
una libertà di vita.
Forse la gente oggi tace perchè non ha chiaro dentro di sé che cosa vuole.
Certo il mugugno è lbero, ma chiedersi chi siamo e cosa vogliamo costa molto di più.
postato da: robisanti alle ore 14:15 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    22 Novembre 2008 - 14:31
 
Sono assolutamente d'accordo ed è per questo che ti ospito qui. Speriamo di fare breccia.
RS
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