come promesso eccomi a dirti cosa mi è sembrato del libro, che ho iniziato a leggere ieri alle 17 circa e terminato prima delle 18,30.
Innanzitutto mi pare che questi tempi di lettura siano significativi dell'interesse suscitato dagli argomenti e dalla scorrevolezza del testo. D'altra parte va anche detto che io sono una lettrice, oltre che veloce, emotivamente coinvolta nelle vicende trattate, sia come operatrice sanitaria ed ex dipendente dell'ASL di Pernambuco che in virtù di approfondita conoscenza personale dell'Autore e (sia pure meno approfondita) di alcuni dei personaggi in causa.
Fatte queste premesse, veniamo al dunque. Il libro mi è piaciuto, è molto coraggioso, altro che "medico scomodo", li hai sputtanati per ogni verso e voglio sperare che ad alcuni di loro sia giunto almeno un lieve singulto di coscienza (...mi dirai: l'avessero, una coscienza...). Va da sé che gli operatori della Sanità, anche di altre ASL, non troveranno per niente fantasiosa la trama, avvezzi come sono a muoversi in questo genere di mondo. Viceversa è possibile che per gli "esterni" la vicenda suoni come poco realistica, ma come già avevamo detto...la realtà supera sempre la fantasia.
I personaggi...qui devo sforzarmi di rimanere asettica ma non è facile... diciamo che mentre leggevo era come stare davanti ad un palcoscenico buio, e ad ogni nome di un personaggio, una luce si accendeva ad illuminare la corrispondente persona reale, e questa entrava in azione. Mi si è composto davanti un tableau vivant di un periodo della mia vita e, sì, ho rivissuto delle intense emozioni. In questo devo riconoscere che hai fatto centro. Torno a ribadire che il mio personale coinvolgimento emotivo è molto elevato, tuttavia ritengo tu abbia fatto un buon lavoro sulle caratterizzazioni di protagonisti e figure secondarie. Mi ha commosso molto il ricordo di Luciano/Loris.
Un caro saluto.
Anna






